Il tempo.

Sapete che non scrivo mai cose personali. Da sempre uso tutti i vari canali ( social, blog, riviste, televisioni, etc ), per parlare esclusivamente della mia professione e passione. Ma questa volta si sono inevitabilmente “mischiate” e non posso non portarle avanti insieme, anche se per poche righe, per poi ritornare sullo SPORT e quindi sul GOLF.

Due giorni fa, sono arrivato a casa a Rapallo, come sempre faccio appena posso, per stare vicino a mio padre che vista l’età, 91anni ,ringrazio il cielo che sia ancora con me, per controllare che tutto: degenza, casa, controlli, visite, cure, spostamenti sia sempre fatto al meglio, e che lui, sia accontentato in tutte le sue volontà, e andando verso casa sono passato davanti al Golf di Rapallo, dove sono nato golfisticamente. Sono entrato senza salutare nessuno ( me ne scuso) e passeggiando sull’argine del Boate, ho lasciato la mente” vagare” su TUTTO il mio MONDO del GOLF, inteso come dilettantistico, sia professionistico. Infatti non ho iniziato lì la mia carriera professionistica.

Esterno questo mia riflessone quindi, non per avere un vostro commento in merito a questa situazione (in quanto tutti facciamo lo stesso e di più, per i nostri cari), ma per portare io a Voi, amici golfisti, un mio pensiero sportivo, relativo a tante domande che ultimamente mi vengono fatte, sul golf di una volta e quello di adesso.

Non è la prima volta che leggo, sui vari social, blog, o su articoli di riviste di settore, di quello che era il golf, le gare, le regole, i premi, l’hcp, e l’atteggiamento sportivo di una volta. Leggo di persone che hanno vissuto quelle cose in quegli anni e i vari post e commenti. Le conosco tutte bene, e con tantissimi di loro ho condiviso ed vissuto e parlato di tutto ciò, anche negli anni precedenti. Non riuscirei adesso farne i nomi, sono tanti, e molti non ci sono più ahimè. Molti erano miei amici, coetanei, degli anni 50/60/70 , e tanti altri mi hanno accompagnato nei miei primi passi nel mondo del golf, ma mai mi sono espresso scrivendo il mio pensiero, e neanche lo farò oggi. Voglio solo raccontare ciò che ho ” vissuto” in tutti questi diversi anni di golf. Che cosa voglio intendere, che chi non ha vissuto certi anni di quel “mondo” del golf, non può davvero rendersi conto di cosa fosse.

Non che oggi non sia corretto e giusto cosi , anzi credo sia normale, doveroso, e al passo con i tempi. Non si può rimanere legati al passato. Questo invece deve servire per creare le basi di un nuovo futuro. Certo bisogna però avere ben chiare le idee di dove si vuol andare.

Questo non è un rammarico o una nostalgia, solo un ricordo che ho vissuto in maniera forte, ieri, forse, perchè anche per me gli anni incominciano ad essere tanti e tante persone a me care non ci sono più al Golf di Rapallo, come in tanti altri golf italiani.

Io sono nato nel 1961, e ho cominciato agli inizi degli anni 70 a giocare. Fate presto a fare il conto da quanto gioco a golf. Ho iniziato nel 1989 la mia carriera di professionista. I premi erano in argento, le gare rigorosamente rispettate e senza preferenze, il rispetto delle regole e l’etichetta basilari, i rapporti con i maestri totalmente di alto livello interpersonale, i rapporti con tutte le figure che ruotavano attorno al golf, inteso come circolo, erano di totale gerarchia e piramidali ,e tutto veniva semplicemente, ma rigorosamente rispettato.

Quando sono passato al professionismo, Il mio book delle lezioni era sempre pieno 365 giorni l’anno, con gli “stessi” allievi, nessuno diciamo così “insegnava” in campo pratica se non il professionista, e tutto quello che accadeva nel circolo ,veniva concertato prima, tra tutte le componenti del golf. Tutto il resto non voglio neanche minimamente accennarlo, perchè dovrei scrivere un libro, come tantissimi di quelli che ho menzionato prima, e di quelli che hanno vissuto quei periodi, ma non credo lo farò mai, e non credo neanche gli altri. Troppo interiore e personale questo “mondo”.

Dopo aver ottenuto il diploma di aspirante assistente di classe D alla fine degli anni 80, ho girato due anni nei circoli più importanti ad ascoltare i maestri che allora avevano fama nazionale, chiedendo loro, se potevo assistere alle loro lezioni, per carpire e imparare i loro “segreti”, che poi segreti non erano, ma ore e ore di serio e duro lavoro.

Mai nessuno si è nascosto o sottratto. Tutti sono sempre stati prodighi di consigli e con molti di loro ho fatto all’inizio della mia carriera, delle golf clinic , a volta senza percepire nulla, pur di stargli vicino e cogliere anche una ” parola” che potesse aiutarmi. Poi sono andato in Inghilterra, Irlanda, Scozia per capire e comprendere tutto quello che poteva arricchirmi professionalmente. Anche qui i nomi si sprecherebbero.

Tornando a noi, non biasimo certo il il golf di oggi. E’ frutto dell’evoluzione e della tecnica e dell’impresa che giustamente ne è scaturita. Da qui Il doveroso marketing. Sul quale sempre mi aggiorno, per essere anch’io al passo con i tempi. L’evolversi e il cambiamento di tutto il golf è nato dal poco tempo che ci è rimasto.

Tutto ormai è inesorabilmente veloce , non abbiamo più tempo, e quindi tutto ha incominciato a correre e i tempi non sono più quelli di una volta, così le gare, i premi, l’insegnamento, la tecnica e le regole.

Tutto per fare in fretta, perchè il tempo è poco! Come in TUTTO nella vita. SPORT e LAVORO nei vari settori.

Quindi lungi da me avere rimpianti o fare un effimera morale.

Però consentitemi di dire solo che il Golf ” The spirit of the game” rimane e rimarrà per sempre indelebile nella mia memoria, non solo fatta di ricordi, foto, premi, ma sopratutto di PERSONE.

Nelle foto sotto, vedrete alcuni momenti di tante mie passioni e sport, e vedrete la mia prima racchetta da tennis, la mia prima piccozza da bambino, le mie prime coppe, i miei ricordi, il mio primo campione italiano under 14 fatto a Croara( mio primo circolo da professionista) nei primi anni di insegnamento, e tante piccole altre cose di SPORT e di PERSONE.

Poi sono passati gli anni, i golf dove sono stato, e tutto è cambiato. In meglio in peggio? Non lo so.

So solo che come allora , metto la stessa passione e rispetto per tutto quello che per me rappresenta il mio golf. Per me un Presidente è ancora un Presidente, come un Maestro è un Maestro , come un Direttore, un Segretario, un Green Keeper, un Kaddy Master, come un Operaio del Campo, come il Responsabile degli Spogliatoi, Come il Gestore del Ristorante, come insomma tutte le altre figure e personaggi che ruotano attorno al mondo golf.

Non sempre vengo ripagato con la stessa moneta, ma non è un problema.Come dico io, fa parte dell’arredamento.

Ma io lo continuo a ” vivere” il golf come allora. Il mio unico obbiettivo, è fare quello che tutti mi hanno insegnato. Rispettare gli altri, rispettare le persone.

Da tutto ciò arriva la mia passione ed amore per lo sport e per la disciplina, per il rispetto, e il comportamento che vorrei ritrovare in ogni dove, nel golf di oggi.

Maestro,

Paolo De Ascentiis

IL MIO PAPA’