GOLF: GUARDARE AL FUTURO. “LETTERA AI GIOVANI” DI ROBERTO BAGGIO

Secondo l’indagine “Il valore del golf in Italia”, realizzata da Protiviti, nel nostro Paese il Golf ha il 10,3% di tesserati under 18 contro il 9% della media europea.

Puntare sui giovani, questa la parola d’ordine. Appositamente per i giovani sono state pensate la Junior Ryder Cup e la Baby Ryder Cup. La prima giocata all’Open di ottobre al Golf Club Milano con l’inedita sfida Lombardia-Resto d’Italia. La seconda (Under 12) avrà luogo in tutte le regioni italiane durante il prossimo anno.

In previsione della Ryder Cup 2022, che sarà una grande opportunità per il nostro Paese, sia in termini di prestigio che di ritorno economico, diventa un must far conoscere la disciplina sportiva del golf. “Abbiamo promesso di trasformare l’Italia in un Paese a vocazione golfistica e di far crescere una generazione di giovani giocatori”, ha recentemente affermato Gian Paolo Montali.

Il Golf scende in piazza in tutta Italia, da Nord a Sud, toccando varie tappe, la più recente quella di Piazza Della Signoria a Firenze che ha visto la partecipazione del ministro per lo Sport Luca Lotti che ha salutato i presenti con un breve discorso, sottolineando che: “È un piacere vedere tanti bambini che si divertono insieme all’aperto,  scoprendo quanto questa disciplina sportiva sia bella e alla portata di tutti.”

Molti i bambini che hanno provato a giocare a golf, a testimonianza che il coinvolgimento degli istituti scolastici inizia a dare i suoi frutti, come avvenuto a Torino, durante la settimana dell’Expo Sport e Salute.

“Tra i banchi di scuola vogliamo cercare i golfisti del futuro, creando una nuova generazione di giocatori”, ha detto Montali.

Con l’augurio che i giovani possano intraprendere questo percorso con entusiasmo, costanza e grande passione.

Affrontando le sfide quotidiane, ponendosi obiettivi concreti, raggiungendo piccole e grandi vette, sempre alimentati da una inesauribile sete di vita.

 Augurio che un grande sportivo, ha espresso nella Lettera ai giovani”, scritta in occasione di Sanremo 2013.

“A tutti i giovani e tra questi ci sono anche i miei tre figli.

Per 20 anni ho fatto il calciatore. Questo certamente non mi rende un maestro di vita, ma ora mi piacerebbe occuparmi dei giovani così preziosi e insostituibili. So che i giovani non amano i consigli. Anche io ero così. Io però senza arroganza, stasera qualche consiglio lo vorrei dare. Vorrei invitare i giovani a riflettere su queste parole.

La prima è passione. Non c’è vita senza passione e questa la potete cercare solo dentro di voi. Non date retta a chi vi vuole influenzare. La passione si può anche trasmettere. Guardatevi dentro e lì la troverete.

La seconda è gioia. Quello che rende una vita riuscita è gioire di quello che si fa. Ricordo la gioia nel volto stanco di mio padre e nel sorriso di mia madre nel metterci tutti e dieci la sera intorno alla tavola apparecchiata. E proprio dalla gioia nasce quella sensazione di completezza di chi sta vivendo pienamente la propria vita.

La terza è coraggio. E’ fondamentale essere coraggiosi e imparare a vivere credendo in voi stessi. Avere problemi o sbagliare è semplicemente una cosa naturale. E’ necessario non farsi sconfiggere. La cosa più importante è sentirsi soddisfatti, sapendo di aver dato tutto. Di aver fatto del proprio meglio, a modo vostro e secondo le vostre capacità. Guardate al futuro e avanzate.

La quarta è successo. Se seguite gioia e passione, allora si può anche parlare anche del successo. Di questa parola che sembra essere rimasta l’unico valore nella nostra società. Ma cosa vuol dire avere successo? Per me vuol dire realizzare nella vita quello che si è, nel modo migliore. Questo vale sia per il calciatore, per il falegname, l’ agricoltore o per il fornaio.

La quinta è sacrificio. Ho subito da giovane incidenti alle ginocchia, che mi hanno creato problemi e dolori per tutta la carriera. Sono riuscito a convivere e convivo con quei dolori, grazie al sacrificio, che vi assicuro che non è una brutta parola . Il sacrificio è l’essenza della vita, la porta per capirne il significato. La giovinezza il tempo della costruzione. Per questo bisogna allenarvi bene adesso: da ciò dipenderà il vostro futuro. Per questo, gli anni che state vivendo sono così importanti. Non credete a ciò che arriva senza sacrificio, non fidatevi: è un’illusione. Lo sforzo e il duro lavoro costruiscono un ponte tra i sogni e la realtà.

Per tutta la vita ho fatto in modo di rimanere il ragazzo che ero che amava il calcio e andava a letto stringendo al petto un pallone. Oggi ho solo qualche capello bianco in più, e tante vecchie cicatrici, ma i miei sogni sono sempre gli stessi. Coloro che fanno sforzi continui, sono sempre pieni di speranza. Abbracciate i vostri sogni e seguiteli.

Gli eroi quotidiani sono quelli che danno sempre il massimo nella vita ed è proprio questo che auguro a tutti voi ed ai miei figli.”

Roberto Baggio

 

 

E TU, HAI TROVATO IL TUO SWING?

“A volte la vita diventa troppo pesante per alcuni. Nella vita di ognuno di noi viene un momento in cui bisogna superare le avversità. C’è qualcosa dentro di noi che è nostro e soltanto nostro. Qualcosa che non si può né insegnare né imparare.”

dal film “La leggenda di Bagger Vance” (2000 – regia di Robert Redford).

 

 “E tu, hai trovato il tuo swing?”.

Questo il tema dell’incontro cui il Maestro Paolo De Ascentiis ha partecipato sabato 18 novembre presso l’Auditorium della Chiesa di San Giorgio Martire, a Rio Saliceto (RE), davanti ad una platea di studenti ed educatori giovanili.

I ragazzi, tutti allievi delle Scuole Superiori, da alcuni anni percorrono un cammino di fede, una specie di estensione del catechismo, che culmina in estate con un campo giochi per bimbi (presenze che oscillano tra 200 e 230 al giorno) dove a loro volta sono educatori.

Il tutto si conclude con una settimana comunitaria in montagna dove ritemprano corpo e spirito.

“E tu hai trovato il tuo swing?”.

Con questa domanda si conclude il video di presentazione della conferenza che pone il golf come paradigma della vita, realizzato da Michael Scarcia, uno degli educatori.

Durante la serata, il Maestro De Ascentiis ha condiviso esperienze e pensieri con i numerosi ragazzi presenti, un viaggio tra labirinti e percorsi possibili.

Lo Swing è un termine musicale che indica  il “jazz che si balla”, derivato  dall’elasticità e dall’andamento ritmico “dondolante” dell’esecuzione.

Nel Golf  lo swing è il gesto atletico che porta al bersaglio: movimento determinante per  focalizzare l’obiettivo, trovando  il giusto controllo della respirazione, delle emozioni e della mente.

Dentro ciascuno di noi c’è un solo vero autentico swing, una cosa con cui siamo nati, una cosa che è nostra e nostra soltanto, una cosa che non ti può essere insegnata e non si impara, una cosa che va ricordata sempre e col tempo il mondo può rubarci quel nostro swing che può finire sepolto dentro di noi sotto a tutti i nostri avrei voluto e potuto e dovuto… c’è perfino chi si dimentica com’era il suo swing. Sì, c’è perfino chi se lo dimentica com’era.” (Bagger Vance)

Nella clip, estratta dal film: “La leggenda di Bagger Vance”, il misterioso caddy apparso dal nulla, in realtà un mentore, propone di accompagnare il protagonista verso un obiettivo fondamentale: obiettivo che passa attraverso la partecipazione ad un grande torneo internazionale ma che in realtà ha una finalità più grande, quella di fare ritrovare se stesso al suo giocatore, fargli ritrovare la sua abilità di grande player e, in primis, recuperare il proprio swing.

“Fissi con attenzione Bobby Jones. Quello che fa adesso è un capolavoro. Guardi come prova lo swing. Sembra quasi che stia cercando qualcosa. Poi lo trova. Fa in modo di mettersi in contatto con se stesso. Trova la concentrazione. E ha tanti colpi fra cui scegliere: un duf, un top, uno scal… Ma c’è soltanto un colpo che è in perfetta armonia con il campo. Un colpo che è il suo. Un colpo autentico. E lui sceglierà proprio quel colpo. C’è un colpo perfetto che cerca di raggiungere ciascuno di noi, non dobbiamo fare altro che toglierci dalla sua traiettoria, lasciare che lui scelga noi… guardalo… è nel campo. Vedi quella bandiera? È un bel drago da sconfiggere. Ma se lo guardi con occhi gentili, vedrai il punto in cui le maree e le stagioni e il roteare della Terra tutto si incontra. E tutto ciò che è, diventa uno. Tu devi cercare quel posto con il tuo cuore. Cercalo con le mani, non pensarci troppo, sentilo. Le tue mani sono più sagge di quanto sarà mai la tua testa. Ma non ti ci posso portare io. Spero solo di poterti aiutare a trovare la via. Ci sei solo tu, quella palla, quella bandiera e tutto ciò che sei. Cercalo con le mani. Lo stai guardando Junuh. Non pensarci troppo. Sentilo. Sei solo tu. Quella palla è il rifugio del tuo autentico swing. Quella bandiera e tutto ciò che sei.” (Bagger Vance)

Trovare il proprio swing significa scoprire ed utilizzare la “propria voce”, la propria passione.

Un processo di scoperta della nostra vera natura che ci consente di sviluppare potenziali, capacità ed intelligenze innate fino ad allora inespresse.

Significa diventare consapevoli della propria mission e ispirare gli altri a trovare la loro.

Questo è ciò che fa un Coach: lavorare sulle potenzialità inespresse, portare l’allievo a scoprire le proprie risorse, le proprie specifiche peculiarità, il proprio talento.

Vede: il trucco sta nel trovare il proprio swing! Lei lo ho perso. Bisogna andare a cercarlo.” Bagger Vance

Maestro De Ascentiis, che cos’è lo swing?

“E’ un gesto atletico, preceduto dal pre-swing: allineamento, impugnatura e posizione. Il ripetere e riprodurre questa sequenza di azioni deve diventare un’attività di routine quotidiana. Allineamento, impugnatura, posizione, routine sono i 4 fondamentali dello swing.  

Io ‘faccio lo swing’, cioè un movimento che non è fatto per colpire la pallina ma per mandarla al bersaglio. Si sposta il focus dalla pallina al bersaglio. Lo sport del Golf (non il gioco) è uno sport al bersaglio, come il tiro con l’arco.

Se io mi concentro sul bersaglio e non sulla pallina, il mio swing e le corrette azioni di press-swing consentiranno che la testa del bastone, disegnando un’ellisse attorno al corpo, alla massima velocità, incontri la pallina e la mandi lontano, verso il bersaglio identificato.

Impugno quindi il bastone, faccio 2 o 3 swing per sentire dentro di me l’elasticità, la fluidità del gesto, guardo il bersaglio e vado.

Tutti i grandi Coach, infatti, dicono: Here we go! (lascia che accada!).

Non voglio dilungarmi oltre su come eseguire un perfetto swing, la tecnica del gesto è materia che si apprende durante le lezioni  da me impartite. Diventa invece fondamentale comprendere il concetto che lo swing è il mezzo per cui la pallina va al bersaglio. L’imparare il ‘gesto’ è un’altra cosa… come da sempre affermo, il Golf non si impara, si gioca in campo!”.

 Cosa significa trovare il proprio swing nella vita?

“Da piccoli ci danno dei pre-swing, ci danno nozioni ed istruzioni, ci dicono cosa è giusto o non giusto fare. Crescendo dobbiamo sempre cercare di ‘guardare in avanti’, di non farci distogliere l’attenzione dagli obiettivi prescelti. E’ come guidare una macchina: nessuna distrazione e guardare sempre davanti a noi. Il primo colpo che si gioca nel Golf si chiama ‘drive’ ovvero ‘guida’. A volte, noi perdiamo la bussola. Esiste un caos con cui è necessario fare i conti. Nonostante gli ostacoli, non dobbiamo mollare mai. Dobbiamo guardare avanti,  sempre prefiggerci un obiettivo, non smarrire la direzione. Per superare le onde serve il timone, che va tenuto ben saldo tra le mani, serve aver ben chiara la via da percorrere e individuare il porto d’attracco”.

 

Alcune testimonianze degli educatori.

“Durante il filmato introduttivo, un giovane golfista osserva il campo alla ricerca del “tiro giusto”, l’unico tiro esatto per quella buca. Diverse sono le alternative, così come possono esserlo nella vita, ma uno solo è il tiro giusto. È proprio la realtà (il campo) che ti indica il colpo esatto che si sprigiona attraverso lo swing.

“C’è soltanto un colpo che è in perfetta armonia con il campo […] Un colpo autentico”.
Dunque noi non dobbiamo far altro che lasciarci “colpire” da quel colpo e, di conseguenza, sceglierlo in mezzo alle tante alternative che esistono.

Paolo è riuscito a cogliere questo trampolino di lancio per parlare di sé; ciò che lo ha caratterizzato è stata la sua “nudità” nel parlare, senza nascondere le difficoltà ed i momenti più salienti che lo hanno portato a chiedersi che cosa veramente conta nella vita.
“Come si può portare pazienza di fronte ad una causa apparentemente persa?”. Paolo ha spiegato che è l’esempio che lui stesso dà, il continuare a provarci, che conduce a risultati. Non sono quindi le mille parole che certamente serviranno, ma che passano in secondo piano perché è il continuare a provarci insieme ai ragazzi che conduce a progressi. Camminando insieme si può venire fuori dalle situazioni più complesse; appoggiandoci al sostegno di qualcuno possiamo guardare il problema da una prospettiva diversa e trovare così una via che porta alla soluzione.”

Michael                  

“Paolo ha sollecitato in me molteplici domande. La cosa che più mi ha colpita ieri sera, da educatrice, è stata la sua emozione nel raccontare di sé hai ragazzi. Mi ha mostrato ancora una volta che bene prezioso abbiamo tra le mani.”                                                                                                       

Sara

“Come mio commento posso dire che è stato un incontro efficace per i ragazzi poiché gli è stato dato, attraverso una concreta testimonianza, un messaggio in controtendenza rispetto a quello che sentono sempre: Anche il raggiungere il massimo del successo nel tuo campo/lavoro (cosa per altro assai rara) non può rispondere alle domande fondamentali che hai dentro e che Paolo ha messo perfettamente a nudo con grande umiltà davanti ai ragazzi.”

Filippo

“A me personalmente ha colpito molto l’umiltà con cui ha parlato della sua vita e del desiderio che ha nel cuore. Credo non sia per niente scontato riuscire a mettersi così a nudo di fronte a sconosciuti, per di più ragazzi. Mi ha ricordato, inoltre, che tante volte non c’è bisogno di strafare o di chissà quali discorsi ma semplicemente di vivere, di “essere attenti ai suggerimenti del campo” e di dare un esempio concreto tramite i fatti e la propria esperienza.”

Alessia

“Diciamo che la serata di ieri sera non aveva un “titolo” particolare, ma se dovessi dargliene uno direi “Dal campo al cuore: il golf come metafora della vita”.

Emanuele

 

“PROVA IL GOLF” START SIMPLE ALL INCLUSIVE CON PDA GOLF SCHOOL.

“PROVA IL GOLF”.

Da domani, Lunedì 20, saranno aperte le nuove iscrizioni presso le sedi della PDA Golf School per i mesi di Novembre e Dicembre 2017.

Due mesi di “ALL INCLUSIVE” :

  • Iscrizione e accesso gratuito presso il circolo di golf.

  • Tessera Federale.

  • Esame delle regole.

  • Lezioni e palline gratuite in campo pratica.

  • Accesso su campo da golf

  • Attrezzatura.

Per avere tutte le info e prenotare eventualmente la vostra adesione inviare una e-mail a: info@paolodeascentiis.eu.

Maestro PGAI

Paolo De Ascentiis.

“COM’E’ DIFFICILE ESSERE SEMPLICI”.

“Per passione non per mestiere… ne abbiamo parlato più volte Maestro. La passione per ogni cosa che vogliamo intraprendere, in questo caso per il golf, comporta lavoro, pazienza, amore, sacrificio, disciplina. Non é un dovere. E’ il concetto di cultura dello Sport, distante anni luce dall’essere un ‘mestierante’…”.

Prendo spunto da questo post di una mia allieva per riaffermare quello che sostengo relativamente al mio concetto di “educatore”, in primis, e poi di “Maestro e Coach”: SEMPLIFICA E POI, SEMPLIFICA ANCORA.

Elimina i dettagli inutili e vai all’essenziale. I dettagli confondono e ostacolano. Le grandi menti creative e scientifiche sanno essere di una semplicità disarmante.

Ma attenzione a non confondere semplicità con facilità: facile è essere complicati; il difficile è sottrarre, mettere in evidenza ciò che conta, è ridurlo all’essenziale.

E allora chiediti: “Che cosa c’è  di superfluo in quello che faccio?

Lo disse anche Michelangelo: “Semplice. Basta togliere quello che non serve …”

Da sempre mi impegno ad “insegnare” ai miei allievi e giocatori.

Potrei stupirli con effetti speciali durante le lezioni, usando parole roboanti o strumenti tecnici per ampliare la sessione di allenamento, ma VOLUTAMENTE non lo faccio. A volte, utilizzo ausili tecnologici solo ed esclusivamente per facilitare l’apprendimento.

Non tutti siamo per tutti, come non si può insegnare a tutti lo stesso metodo. Ma occorre semplificare, quello assolutamente sì!

Proprio per essere efficaci, diretti.

Mi accorgo che molti ricercano le cose più sofisticate, come se fossero le più idonee al l’apprendimento.

Ma non è affatto così per la maggior parte dei casi.

In questo intervento ho riassunto alcuni miei concetti, i pensieri di illustri colleghi coach e di artisti immensi.

Spero sempre di portare un valido contributo al nobile compito dell’educazione al mio amato sport.

L’apprendimento si basa su tre punti fondamentali: dire una cosa, farla vedere, muovere la persona “facendo capire tramite la percezione spazio/temporale del movimento del corpo “.

Quest’ultimo punto è, per me, il più EFFICACE. Semplice, così come è stato per tutti noi camminare, scrivere, e parlare: insomma diventare grandi.

Passando per errori e cadute, imparando gradatamente dai nostri educatori: genitori, maestri, …

Nell’insegnamento ricerco sempre la semplicità e tendo all’essenziale, usando poche parole e mostrando invece i vari movimenti e muovendo molto il corpo dei miei allievi per far loro “apprendere” fisicamente il gesto atletico (swing).

Con tempi e modalità differenti, seguo anche la parte “mentale” dell’atleta, durante il suo allenamento o la sua performance sportiva, in campo pratica, sul percorso in allenamento e in gara, poiché ritengo sia un aspetto fondamentale tanto quanto il gesto tecnico.

Ritengo che un altro punto indispensabile sia la qualità del linguaggio usato nell’insegnamento poiché  incide fortemente sull’efficacia dell’iter didattico, nel processo di interazione tra Maestro e Allievo.

Vi faccio due esempi.

Ai miei assistenti e ai tirocinanti dico sempre che dire ad un  bambino ‘sei stupido’ é diverso che dirgli ‘stai facendo una cosa stupida’.

Per tirare la palla lontano, la testa del bastone deve essere ‘veloce‘ e con questo non si intende fare un colpo ‘forte‘.  Se lo faccio ‘forte‘ stringo le mani attorno al bastone per dargli forza, rallentando la velocità della testa. Eppure si continua a dire: ‘ora colpisco forte‘… non vi é un uso corretto dei termini.

Dico questo per conoscenza, studio, ascolto, esperienza, confronto, in anni ed anni di lavoro.. di PASSIONE!

Insomma .. per passione non per mestiere.

Il resto ve lo spiegherò e illustrerò in un incontro o una futura lezione.

Con grande stima per tutti Voi,

Paolo De Ascentiiis.

 

IL MAESTRO PGAI PAOLO DE ASCENTIIS CON IL COMITATO REGIONALE PIEMONTE FIG ALLO ‘SPORT E SALUTE’. MIGLIAIA DI GIOVANI ALL’EXPO DI TORINO.

Inaugurata il 13 novembre alle rinnovate OGR di Torino, la manifestazione “Expo Sport e Salute”, organizzata dal CONI piemontese in collaborazione con l’Ufficio Scolastico regionale e con il patrocinio del Consiglio regionale del Piemonte e della Città di Torino, si concluderà Domenica 19 novembre.

I  giovani che hanno partecipato all’evento, hanno avuto la possibilità di praticare le diverse discipline sportive sotto la guida di tecnici federali qualificati e hanno assistito alle molteplici dimostrazioni ed esibizioni di atleti agonisti.

Iniziative come questa sono in linea con una politica mirata alla costruzione di una società genuina, sana, che sappia riconoscere il grande valore dello sport, come ha affermato il Presidente del Consiglio regionale, Mauro Laus.

Lo sport svolge un ruolo importante per la formazione e lo sviluppo dei ragazzi ed è sinonimo di impegno, grande voglia di mettersi alla prova, superare i propri limiti, realizzare i propri sogni e i propri obiettivi.

Favorire lo sviluppo delle potenzialità dei giovani sportivi in un’ottica formativa di gioco positivo, vissuto e pensato, portando la gioia del movimento nella vita di ogni bambino, aiutando i più piccoli ad acquisire comportamenti corretti e atteggiamenti sociali ed etici, è la mission che da anni si pone Kinder+Sport – Joy of Moving, sponsor ufficiale della kermesse.

Questo progetto internazionale di responsabilità sociale del Gruppo Ferrero é già attivo in 25 Paesi e contribuisce a far muovere oltre 4 milioni di bambini nel mondo ogni anno.

Il Maestro Paolo De Ascentiis ha aderito con entusiasmo alla manifestazione, dedicandosi con passione ai molti ragazzi  che, con grande interesse e curiosità, hanno voluto provare a giocare a Golf, nello spazio allestito dalla Federazione Italiana Golf.

Un incoraggiamento ad abbracciare abitudini di vita positive, per aiutare i bambini a diventare domani adulti più consapevoli.

 

GOLF’S NEXT PRODIGY: BABY JAMES GOLFER – MAESTRO PAOLO DE ASCENTIIS@EXPO SPORT E SALUTE 2017, 16 NOVEMBRE, OFFICINE GRANDI RIPARAZIONI TORINO

Si chiama James Everett Grimes ed é soprannominato Baby James.

Abita in Louisiana, ha sei anni e gioca a Golf da quando aveva 15 mesi. Sua madre è la sua insegnante a casa e il suo caddy sul campo da golf.

Intervistato dal reporter Wild Bill Wood, Baby James dice: “Il mio swing nasce dall’aver fiducia in me stesso. Il mio pensiero è costantemente rivolto al Golf. Non abbandonerò mai questo Sport, non vi rinuncerò e questo è il mio obiettivo: non rinunciare mai”.

Alla domanda “Che tipo di ragazzino sei tu?”, Baby James risponde: “Mi piace  la sfida e se qualcuno mi dirà di fermarmi, andrò via e non mi fermerò”.

Baby James è un esempio di talento, di passione e di grande determinazione.

E’ un esempio di tenacia, di abilità di identificare un obiettivo ed inseguirlo, di capacità di tener duro, con impegno e abitudine alla fatica.

Questo è il migliore augurio che si possa fare ai giovani: avere tenacia, metodo e  coerenza, sapendo che occorre seminare per raccogliere.

Perché solo la costanza dei comportamenti produce i risultati migliori.

Il talento non basta: occorre tenacia.

Di questo, di tecnica e tanto altro parlerà il Maestro Paolo De Ascentiis all’Expo Sport e Salute, giovedì 16 Novembre, dalle 9 alle 14, alle Officine Grandi Riparazioni – Corso Castelfidardo 22  Torino. 

 

 

 

 

TIGER WOODS AL 2017 HERO WORLD CHALLENGE

Tiger Woods, leggenda vivente del golf, ha annunciato su Twitter che dal 30 novembre al 3 dicembre parteciperà ad un evento di beneficenza, il torneo ‘2017 Hero World Challenge’, promosso dalla sua Fondazione

“Sono eccitato dal ritorno. Voglio ringraziare i miei tifosi per l’incrollabile supporto che mi hanno dato durante il mio infortunio”, ha detto il campione 41enne, vincitore di 79 tornei nel PGA Tour, tra cui 14 major.

Costretto più volte a fermarsi per problemi fisici, dalla fine del 2013 ad oggi ha preso parte a 19 eventi, finendo solo una volta tra i top ten.

Dopo 9 mesi di pausa, Woods scenderà sul green di Albany (Bahamas) insieme ad altri 17 giocatori.

Anche lo scorso anno aveva effettuato su questo green il suo ritorno, seguito poi da un altro paio di apparizioni, prima del ritiro all’Open di Dubai di febbraio.

Oltre al nostro Francesco Molinari, saranno presenti i migliori giocatori del mondo,  tra cui Hideki Matsuyama, Jordan Spieth, Dustin Johnson e Justin Thomas.

“Siamo tutti molto felici che Tiger torni a giocare” ha detto l’inglese Justin Rose, campione olimpico. “E’ mancato molto sia a noi che al mondo dello sport”.